Diocesi in festa con le comunità migranti

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Una moltitudine di colori, un miscuglio di lingue e di tradizioni diverse, si incroceranno, domenica 3 giugno a Udine, per celebrare la 5ª «Giornata diocesana dei cattolici immigrati», scandita dallo slogan «tutti fratelli sotto il manto di Maria nostra Madre». Ad aprire l’appuntamento di festa sarà la solenne Eucarestia nella solennità del Corpus Domini. Le varie comunità di immigrati – ben 36 quelle presenti in diocesi – si raccoglieranno alle 10.30 in Cattedrale, attorno all’arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Ghanesi, ivoriani, ucraini, indiani… vestiti a festa nei loro costumi tradizionali e in preghiera, l’uno accanto all’altro, si alterneranno nelle letture, nei canti, nelle invocazioni.

Dopo la Messa le comunità dei migranti con bandiere e costumi tradizionali formeranno un festoso e colorato corteo al ritmo di canti e tamburi, che attraverserà la città e raggiungerà la Fondazione Renati in via Tomadini. Qui si vivrà un momento di riflessione che prenderà le mosse dalla vita esemplare di Santa Giuseppina Bakhita, la prima immigrata proclamata santa, raccontata da due sue consorelle religiose canossiane del convento di Schio (Vi) nel quale è a lungo vissuta e dove ora riposa. In chiusura, prima del pranzo in comune, una testimonianza sulla tratta di esseri umani a cura della Caritas diocesana.

«La moderna forma di schiavitù della tratta di esseri umani è strettamente connessa al tema delle migrazioni internazionali – commenta il direttore dell’Ufficio Migrantes, don Charles Maanu –: uno dei crimini in più rapido aumento nel mondo e una delle forme peggiori di violazione dei diritti umani, poiché riduce le persone a merci e perché viola in maniera profonda e duratura la dignità, l’integrità e i diritti della vittima, coinvolgendo intere famiglie e comunità, sfruttando volutamente situazioni di vulnerabilità come la povertà o l’isolamento».